Fondi Europei, la Provincia attenta a cogliere opportunità

Palazzo Spinola negli ultimi mesi ha ottenuto dall’Ue ingenti contributi finanziari ad alcuni progetti che rientrano negli obiettivi comunitari: l’informatizzazione degli uffici (1 milione di euro, 100%), la valorizzazione dei beni culturali (14 milioni, 80%), la comunicazione sul porto (100%).

Genova, 30 – Grazie a un attento monitoraggio dei bandi europei e a una sistematica verifica della compatibilità fra questi e i propri progetti istituzionali, la Provincia di Genova negli ultimi mesi ha ottenuto dall’Ue ingenti contributi finanziari, fra l’80% e il 100%, ad alcuni propri progetti, che possiedono appunto caratteristiche tali da farli rientrare negli obiettivi comunitari, quindi finanziabili da Bruxelles. Le iniziative che hanno beneficiato del maggior contributo finanziario dall’Europa sono state tre: lo sviluppo di una rete informatica che collega gli enti territoriali, finanziata al 100% (1 milione di euro); quattro progetti intergrati di valorizzazione dei beni culturali presenti sul territorio provinciale, finanziati all’80% con 14 milioni; infine un’attività di comunicazione sul porto, attuata attraverso tre progetti, in particolare sul Genoa Port Center (finanziamento al 100%). “Sono tutti progetti che non sono stati messi in piedi per accedere a fondi comunitari – specifica Agostino Barisione, assessore provinciale allo sviluppo economico – ma che al contrario la Provincia avrebbe attuato comunque perché rientrano nella sua mission istituzionale, e di cui è stata poi verificata la compatibilità con alcuni obiettivi comunitari, che rende possibile accedere a risorse europee. Avviare iniziative solo perché si viene a conoscenza che un certo ambito di intervento è finanziato dall’Europa è invece una politica che non facciamo, perché non vogliamo mettere risorse, anche se residuali, in attività che non riguardano strettamente le competenze e la mission dell’ente provinciale”. Vediamo nel dettaglio i tre progetti. Il primo è il ‘Piano operativo del polo provinciale della Provincia di Genova – Cst Liguria’, articolato in una serie di interventi coordinati volti ad aumentare la capacità informatica degli enti pubblici liguri a beneficio dei servizi ai cittadini e alle imprese. La Provincia ha ottenuto un finanziamento Ue di 1.038.000,00 euro, pari al 100% di costi di progetto, grazie al fatto che questo risponde ai requisiti previsti dal cosiddetto Asse I (‘Innovazione e competitività’) del Fesr, il Fondo Europeo di Sviluppo Regionale che ha per obiettivo migliorare la competitività del territorio. Il Fesr, insieme al Fse, Fondo Sociale Europeo, fa parte del cosiddetto Obiettivo 2 della Ue, che persegue la competitività regionale e l’occupazione. Sempre nel Fesr, ma in questo caso nei bandi del cosiddetto Asse II (‘Valorizzazione delle risorse naturali e culturali’), sono state trovate risorse compatibili con i quattro progetti integrati tematici ‘Terre di castelli e dimore difensive in provincia di Genova’, ‘Musei in rete: il lavoro dell’uomo e le trasformazioni del territorio’, ‘Ville e giardini storici della Provincia di Genova’ e ‘Dimore e parchi storici della Grande Genova’. In totale questi progetti hanno attinto a 14.188.911 euro, pari all’80% del loro costo. Infine il progetto ‘Italia-Francia Marittimo’, articolato in tre sotto-progetti (‘Portu’, per la valorizzazione del Genoa Port Center, ‘Rete dei patrimoni culturali e gestione integrata delle risorse culturali comuni’ e ‘Lab.net +, laboratorio regionale per la valorizzazione dei paesaggi e delle identità locali’) ha ottenuto dall’Unione Europea il 100% del finanziamento, poiché risponde ai requisiti del capitolo ‘Cooperazione transfrontaliera’ del cosiddetto Obiettivo 3, che promuove e finanzia la cooperazione territoriale europea con il fine di rafforzare la cooperazione transfrontaliera, transnazionale e interregionale. In particolare l’Obiettivo 3 promuove la ricerca di soluzioni congiunte a problemi comuni tra autorità confinanti, come lo sviluppo urbano, rurale, costiero e la creazione di relazioni economiche e reti di Pmi. Le priorità sono: l’innovazione, l’ambiente e la prevenzione dei rischi, l’accessibilità e la cultura e l’istruzione.

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